NON CAPIREMO MAI ABBASTANZA QUANTO BENE È CAPACE DI FARE UN SORRISO

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LA PROGETTAZIONE EDUCATIVA INDIVIDUALIZZATA

Porre in essere interventi di tutela attraverso progetti educativi individualizzati è la via obbligata per fornire risposte adeguate a ogni specifica esigenza di protezione, ogni forma di tutela e di rispetto dei diritti e dell’uguaglianza nell’accesso ai minori accolti, servizi indipendentemente dalla propria condizione.
Noi, nell’operare quotidiano facciamo nostro questo importante secondo assunto, fissandolo prioritariamente tra le nostre finalità.

La PROGETTAZIONE EDUCATIVA INDIVIDUALIZZATA, è uno dei pilastri del PROGETTO GLOBALE del nostro servizio, che si sostanzia prevalentemente nella realizzazione di interventi educativi e socio-riabilitativi incentrati su esiti che comportano il reinserimento e l’integrazione sociale o comunitaria del minore nel proprio contesto di riferimento familiare e/o territoriale in cui si trovano a vivere.
Tale finalità comporta la realizzazione di progetti educativi individualizzati e personalizzati (PEI), condivisi con i minori accolti, le famiglie (o tutori legali) e gli operatori dei servizi sociali esterni referenti degli stessi, con al centro i bisogni del minore.
Tutti gli interventi ricompresi nei progetti educativi individualizzati (PEI), sono pensati con obiettivi a breve, medio e lungo termine a seconda della specificità dei bisogni del singolo minore accolto.
Elemento prioritario e cifra comune per tutti i progetti, è l’obiettivo della rimozione delle cause e delle problematiche che hanno richiesto la presa in carico del minore dalla comunità.
L’approccio degli interventi è tipicamente pedagogico/socio-riabilitativo con interventi educativi tesi a privilegiare la costruzione di relazioni significative tra operatori e minori prioritariamente indirizzate

  • all’ascolto e alla lettura dei bisogni espressi dai minori allo scopo di individuare e fornire risposte congruenti e adeguate alle problematiche evidenziate dai singoli accolti e porre in essere ogni azione di tutela di cui lo stesso esprime il bisogno;
  • alla valorizzazione delle loro attitudini, conoscenze e competenze, partendo dalla rielaborazione dei propri vissuti in rapporto con la nuova quotidianità dell’esperienza comunitaria;
  • a sostenere i minori nelle loro inclinazioni nel rispetto delle loro ambizioni, aiutandoli a sperimentarsi nei vari ambiti sociali e relazionali;
  • progettare con la loro compartecipazione e condivisione, interventi agganciati alla loro storia, al contesto di appartenenza e al loro reinserimento, nel contesto di origine ove presente (famiglia d’origine e territorio di provenienza);
  • stimolare i loro interessi per favorire l’emergere di “capacità e abilità tese a sviluppare le aree dell’autonomia”, funzionali alla preparazione del minore al suo rientro sociale presso la comunità di appartenenza (nella famiglia di origine, nel territorio di provenienza) o al suo permanere nel territorio di riferimento della struttura di accoglienza (la chiusura di un progetto educativo non è la fine di un percorso ma il vero inizio), avendo acquisito quelle capacità necessarie per affrontare da soli la dimensione di autonomia propria della vita adulta.